Come le PMI divengono fornitori affidabili di una multinazionale dell’elettronica

Come le PMI divengono fornitori affidabili di una multinazionale dell’elettronica

Come le PMI divengono fornitori affidabili di una multinazionale dell’elettronica

 

Giacomo Villano

responsabile sviluppo globale della logistica, IFM Electronic Gmbh, Essen (Germania)

 

IFM è una multinazionale dell’elettronica fondata a Essen nel 1969. Con un fatturato di un miliardo e duecento milioni di euro, oltre ottomila dipendenti e sessanta sedi nel mondo, può fornirci una panoramica sull’andamento della produzione industriale in vari paesi in questo momento d’incertezza provocata soprattutto dalla guerra in Ucraina…

La guerra sta portando sicuramente molte incertezze nella società civile, tuttavia, non ha ancora avuto un grande impatto a livello di attività industriale, nel senso che mediamente le aziende hanno ancora portafogli ordini molto alti. Anche se devono fare i conti con l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, oltre che con la disponibilità della componentistica.

Il 2021 è stato un anno eccezionale: sono molte le aziende che hanno raggiunto il record storico di fatturato e di risultati. IFM è sempre cresciuta dall’anno della sua fondazione e ha sempre investito molto in tecnologia, capitale intellettuale e organizzazione, nei suoi cinque stabilimenti produttivi in Germania e in quelli di altri paesi come Romania, Polonia, Singapore e Stati Uniti. È un’azienda che ha un forte radicamento nei valori imprenditoriali della cultura tedesca, ma è sempre stata molto proiettata verso il futuro.

In cosa consiste il suo incarico all’interno di IFM?

IFM ha una reputazione altissima in settori industriali come l’alimentare, l’automotive, l’automazione industriale, il mining, anche perché nasce nel bacino siderurgico della Ruhr. È meno conosciuta nel settore della logistica, in cui finora è stata poco focalizzata. Da qui nasce il mio incarico, che consiste nel supportare lo sviluppo dell’attività, a livello mondiale, in questo settore industriale, che sta crescendo in modo esponenziale, soprattutto grazie al cambiamento strutturale nelle abitudini di acquisto dei consumatori, con l’e-commerce, e che sta trascinando tutta la filiera. È un cambiamento che richiede una velocizzazione dei processi, maggiore velocità e più flessibilità nella movimentazione delle merci, non solo nei centri di distribuzione e nei magazzini, ma anche nelle imprese di produzione.

Quali indicazioni potete offrire in questo momento alle piccole e medie imprese che sono fornitrici di IFM? In che direzione devono andare?

Le piccole e medie imprese devono cercare di mantenere, o meglio incrementare, la qualità e la tecnologia dei propri prodotti e abbinare un livello di servizio che sia veramente eccellente: se una multinazionale come IFM trova un fornitore che offre un prodotto di qualità e un servizio veloce e flessibile, non ha bisogno di cercarne un altro. E non importa che sia una piccola, una media o una grande azienda, le dimensioni non contano, contano invece la qualità, la tecnologia e l’affidabilità. Questo è il primo messaggio. Tra parentesi, le grandi aziende stanno prendendo sempre più a modello le piccole e medie imprese, per la loro capacità di essere veloci e flessibili nel seguire gli andamenti del mercato, che è veramente altalenante: abbiamo avuto un 2020 in cui tutti andavano alla ricerca di ordini perché il mondo si era fermato, per vari motivi, non solo per la pandemia. Nel 2021 gli ordini entravano senza neanche andare a cercarli. Adesso stiamo vivendo ancora l’onda lunga del 2021, ma potrebbe accadere che nel secondo semestre si torni al problema inverso. Quindi anche per le grandi strutture diventa fondamentale avere una struttura quanto più possibile flessibile e reattiva, per essere pronti a rispondere ai cambiamenti di mercato, che sono sempre più repentini e spesso drastici.

In che termini IFM investe nel capitale intellettuale e nell’organizzazione del lavoro?

La crescita dell’azienda non va mai a scapito dei dipendenti, nel senso che si anticipano le esigenze di aumento del fatturato, assumendo nuovo personale prima di sovraccaricare quello esistente. In questo modo, IFM mantiene un livello organizzativo sempre pronto a seguire il mercato. A questo si affianca l’investimento sulla crescita professionale dei dipendenti, i quali danno prova di essere soddisfatti della qualità della vita in azienda e dell’approccio della famiglia imprenditoriale. Non a caso, sono veramente tante le persone che lavorano in IFM da venti, trenta o quarant’anni.

Qual è l’approccio della famiglia imprenditoriale?

In realtà le famiglie sono due, quelle degli attuali presidenti, Martin Buck e Michael Marhofer, figli dei fondatori Robert Buck e Gerd Marhofer, i quali hanno pubblicato una guida ai principi della loro filosofia aziendale (tradotta in sedici lingue e consegnata a ciascun dipendente), che sottolinea l’importanza dell’etica in azienda e incoraggia un atteggiamento responsabile e sostenibile anche in un contesto globale. Ho apprezzato molto questo approccio, da cui deriva un forte spirito di squadra e un grande commitment verso l’azienda e verso gli obiettivi, che si percepisce ciascun giorno e contribuisce alla crescita di ciascuno, oltre che a quella dell’azienda. E questo parte dalla cultura promossa dalla proprietà.

 

27 aprile 2022